Il lavoratore, assunto senza aver ricevuto formazione e informazione sui rischi del suo lavoro, aveva subito un grave infortunio amputandosi la mano sinistra mentre utilizzava una macchina troncatrice.
Il Tribunale di primo grado aveva assolto il datore di lavoro sostenendo che il lavoratore aveva agito in modo autonomo e imprevedibile, interrompendo così il nesso di causalità tra la violazione delle norme di sicurezza e l’infortunio.
Tuttavia, la Corte di Cassazione ha rilevato che il ragionamento del Tribunale era contraddittorio e che le testimonianze acquisite non sostenevano l’idea che il comportamento del lavoratore fosse stato abnorme e imprevedibile.
La Corte ha sottolineato che il datore di lavoro ha un obbligo di vigilanza e di prevenzione degli infortuni, ma che questo obbligo non è assoluto e che anche i lavoratori hanno responsabilità nella prevenzione degli infortuni. Tuttavia, nel caso specifico, la Corte ha ritenuto che il datore di lavoro avesse violato gli obblighi di formazione e informazione del lavoratore, e che questa violazione fosse direttamente collegata all’infortunio.
Pertanto, la Corte ha accolto il ricorso e ha rinviato il caso al Tribunale di primo grado in diversa composizione per un nuovo giudizio. La decisione della Corte ha evidenziato l’importanza dell’equilibrio tra la responsabilità del datore di lavoro e quella del lavoratore nella prevenzione degli infortuni sul lavoro.
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